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Pulizia delle scarpe da corsa

C'era una volta un apprendista podista, che di ritorno da un lungo divertente tra pioggia e pozzanghere, prima di varcare la soglia di casa fu bloccato dalla propria signora moglie, che gentilmente gli chiese di lasciare "quelle due barche luride fuori dalla porta".

L'apprendista obbedì (ne andava del ripristino serale delle scorte di glicogeno, e non solo...), ma a cena sollevò la questione in termini assai più generali per concludere, tra lui e la di lui signora moglie, che non si veniva a capo di niente! Sicché la mattina dopo, buono buono l'apprendista si rivolse ai suoi compagni di viaggi e di merende per avere qualche lume sull'argomento, più o meno in questi termini:

Scusate la domanda banale-cretina, ma ieri sera mi si è posto il problema, discusso con my Good Gentle & Fairy Lady Wife, della pulizia/manutenzione delle scarpette da corsa! Per ovvii motivi escludo la lavatrice (((-: e anche la lavastoviglie, direi! :-))), e sarei dell'idea di utilizzare uno spazzolino con del sapone neutro, acqua fredda e tanta pazienza... E come le asciugo? Escludo il phon, l'esposizione diretta al sole (((-: e l'abitacolo della macchina con il climatizzatore a palla! :-))) Considerate che preferisco una calzata piuttosto aderente, e temo che mi si restringano.

Puntuali fioccarono i contributi, pubblici e privati, di seguito riassunti: il 50% dei soggetti intervistati usa la lavatrice, salvo grattar le croste in caso di bisogno con spazzole & co.; il 25% le lava a mano, ricorrendo a fontane, rubinetti, docce, vasche da bagno...; il 10% si affida ai risultati dei fenomeni atmosferici: pozzanghere o strade innevate; il rimanente 15% non le lava mai.

Ancora: nessuno degli intervistati si è rifiutato di rispondere o non ha saputo cosa rispondere; tutti quanti quelli che lavano le scarpe lo fanno in acqua fredda; il 25% degli intervistati si riferisce per la propria scelta a questioni di principio (perché sporche sono più belle, perché dopo tot mesi le cambio, eccetera); il 20%, equamente distribuito tra lavatrice e lavaggio a mano, lo fa come extrema ratio proprio quando le scarpe non ne possono più; il 35%, sempre distribuito trasversalmente, fa sempre uso della spazzola per raschiare via il fango prima di procedere al lavaggio, quale che sia la metodica utilizzata; il 55% trova comoda, opportuna, soddisfacente la soluzione adottata, sia essa la lavatrice (che domina con il 40% del campione) sia la classica azione in manuale brusca/striglia (15%);

Curiosità: le donne preferiscono cambiare le scarpe e non lavarle (50% delle intervistate) o, se proprio devono, usano la lavatrice (il rimenanente 50% del campione). Comunque, non lavano le scarpe a mano; il 5% del campione, per evitare restringimenti, le lava sotto la doccia... tenendole ai piedi! La normativa in materia di tutela della privacy non consente di fornire ulteriori dettagli sul singolare personaggio. Un altro 5% fa uso di un detersivo (che non si può nominare perché non si intende fare pubblicità a nessuno) profumato alla vaniglia, e ricorre ad un deodorante al pino silvestre (parimenti innominabile). Le ragioni non sono del tutto chiare. Un altro 5% ha dichiarato di fare uso di apparecchiature da laboratorio chimico (centrifuga, cappa aspirante con raggi ultravioletti etc.) che con un'approssimazione notevole - al limite della fraudolenta manipolazione dei dati - è stato ascritto alla categoria "lavatrice";

Nota bene: a parte un caso, che non deploriamo in questa sede perché la pulizia si è svolta a tradimento ad opera della moglie in ore antelucane, tutti i podisti provvedono da sé alla manutenzione delle loro "macchine da corsa".

Questi i fatti: è del tutto evidente che, al termine del sondaggio, il povero apprendista podista era molto più confuso di prima! Dovendo proprio scegliere, una bella corsa sotto la pioggia sembra la soluzione migliore! Ma è una questione di gusti...

Che dire, in sintesi? Che le scarpe si possono non lavare o lavare, a mano o in lavatrice o in laboratorio o nella neve o nelle pozzanghere; che il modo in cui le trattiamo per certi versi riflette il nostro approccio alla corsa; che forse le scarpe che usiamo per correre, a furia di macinar chilometri, in fondo in fondo non solo finiscono per diventare una parte (importante) di noi, ma alla fine ci assomigliano anche un po'... :-)