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Bio di Alberto Passetti

Nasco a Cagliari, agosto 1968. Sino ai trentacinque anni niente da segnalare sul piano sportivo. Nel 2004 comincio a corricchiare, così, per perdere peso. Nel 2005, in un periodo un po' difficile sul piano personale in cui ero alla ricerca di diversivi un amico mi fa "Quel matto di mio fratello mi ha iscritto: vado a New York a fare la maratona!". "Vengo anch'io!" è la pronta risposta. L'incoscienza è una gran cosa. Mi alleno per qualche mese, sino ad un "lungo" di diciassette chilometri intorno allo stadio Sant'Elia. Era luglio, mi pare. Comincio con la luce e finisco con il buio. Alla fine di tale titanica impresa mi accascio al suolo e guardando le stelle penso "Ce la posso fare". Gran cosa l'incoscienza. Il 5 novembre 2005 mi trovo così sul ponte di Verrazzano, circondato da quarantamila concorrenti da tutto il mondo. Non ho mai visto niente del genere, non ve lo descrivo, so che mi credete. Partiamo adottando il metodo Galloway, corsa tranquilla e ogni tot chilometri camminiamo. A dieci chilometri dall'arrivo scatta qualcosa. "Possiamo farcela sotto le cinque ore" dico ai miei compagni di avventura. "Vai" è la pronta risposta. Così vado. Quei dieci chilometri me li ricordo ancora. Sofferenza mai provata prima, inconcepibile, ma continuo a correre. Chiudo in 4 ore e 59 minuti, e mentre mi accascio al suolo penso che quel minuto sotto le cinque ore è qualcosa per cui valeva la pena di soffrire. L'incoscienza è una cosa fantastica. Da allora ho corso un quindicina di maratone, molte più mezze (personale di 1:28 alla "Roma-Ostia" 2011) e gare varie. Ho corso più veloce della prima volta, sino a un personale sulla maratona di 3:18 ad Amsterdam nel 2009, ma niente di che. Ho corso in molte città dove non ero mai stato e per me la maratona rimane indissolubilmente legata al viaggio in posti nuovi (fisici e mentali), nuove viste e nuove sensazioni. Nel 2007 vengo a sapere dell'esistenza della Drs su una rivista ("Runner's World Italia" o "Correre"? Mah!). Mi iscrivo alla Drs Italia, vengo in contatto con un mondo di fulminati, mi ci trovo bene. Poi ho corso a Boston, nel 2011, e la maratona è diventata il catalizzatore non solo di nuovi viaggi e nuove esperienze ma anche dell'appartenenza ad un club esclusivo, in cui l'accesso è regolato non dal denaro o dalla casta ma dall'impegno e dalla fatica. Mi ci trovo bene. Attualmente (ottobre 2011) sto lavorando per Boston 2013. Si tratta di scendere sotto le 3:15... Sarebbe il mio personal best. Vedremo. Per concludere, mi alleno a Cagliari (ma capito anche a Roma ed a Milano), da tre a cinque volte alla settimana, corro circa duemila chilometri all'anno ad un ritmo medio di 4.50 (fonte: Garmin da polso). Corro di solito al Poetto (la spiaggia di Cagliari), a Monte Urpinu, alle Saline, al Colle San Michele. Se passate da queste parti...