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Bio di Chiara Pontoglio

Ciao a tutti, sono Chiara Pontoglio, classe 1977, originaria di un paesotto della provincia comasca da cui sono scappata appena ho potuto, richiamata delle sirene della metropoli. Dopo l'università e qualche anno di inurbamento, in Brianza ci sono tornata: mi mancavano il verde, la vista sulle Grigne, il pendolarismo coatto, i brianzoli coatti... e i soldi per comprare casa a Milano. Oggi sono impiegata in una casa editrice: il mio lavoro consiste essenzialmente nel riscrivere in modo decente le cose che gli scrittori scrivono male. Il mio curriculum sportivo è pressoché inesistente: non ho mai praticato nessuno sport a livello agonistico, a parte due gloriosi anni di ginnastica artistica e un poco di atletica (corsa campestre, salto in lungo) negli anni del liceo. E una breve ma intensa infatuazione per il tai chi chuang. Non sono mai stata una persona sedentaria, però: la mia grande passione è sempre stata la montagna, e il trekking, l'unica attività che ho praticato con continuità dall'infanzia ad oggi. Insieme al teatro (recito in una compagnia amatoriale che si chiama Teatroindirigibile), altra grande passione che si contende con la corsa i miei risicati spazi di libertà. Ho incominciato a correre nel dicembre del 2006; a Natale avevo regalato al mio compagno uno starter kit da podista; si trattava dell'ennesimo tentativo di spingerlo verso un'attività sportiva, e la corsa mi sembrava quello più pratico e il più vicino alle sue inclinazioni… ovviamente non ho resistito all'idea di indossare anche io le scarpette, perché mi sono sempre sentita una maratoneta dentro. Dopo poco più di un anno la situazione è la seguente: il compagno non c'è più, la corsa è rimasta e ho appena concluso la mia prima mezzamaratona in due ore e sette minuti, mio primo obiettivo podistico di qualche rilievo finalmente diventato realtà. Grazie anche all'entusiasmo contagioso di un gruppetto di estinti conosciuti una certa serata del giugno 2007 (Scandiano!). Il cassetto dei sogni (podistici, alpinistici, esistenziali) è pieno zeppo, e penso che a trentun anni sia forse il caso di cominciare a realizzarne qualcuno. La foto mi ritrae sulla cresta della Grigna settentrionale, la più emozionante uscita invernale di quest'anno... in preparazione ai miei primi quattromila.