Skip to: Site menu | Main content

Bio di Paolo Bossi

Ciao a tutti! Sono Paolo Bossi, nato a Savona (dove vivo, con frequenti ritiri a Cortemilia) il 20 giugno 1961, padre piemontese e madre inglese: mi considero cittadino del mondo. Lo sport mi ha sempre affascinato. Da bambino iniziai con l'atletica, ma avevo (ed ho tuttora) una respirazione non ottimale (allergie, polipi nasali, ipertrofia dei turbinati) e capii subito che non sarei andato lontano. Lasciai, provai brevemente col tennis (non mi divertivo) e col nuoto (acqua - clorata, o salata - fastidiosa per le mucose nasali). Lo scoutismo assorbì gioiosamente il mio tempo libero per venti anni. Dopo aver iniziato a lavorare (prima agente assicurazioni e leasing, insegnante di religione in scuola materna, poi educatore in un ente pubblico, poi responsabile di filiale e quindi di ufficio legale in società di leasing, ora confluita in banca), nel 1993 ho iniziato a giocare a squash (e continuo a divertirmi, ma scarseggiano compagni di livello adeguato). Nel frattempo (sposato dal 1989 con Mirella) sono nati i miei tre bellissimi figli: nel 1996 Robert e nel 2001 Emily e Susanna. Dopo faticosissimi lavori per cambiare casa, traslocarvi e laurearmi in legge (il tutto sempre da quadro direttivo bancario), ho deciso che per migliorare la mia forma, lo squash (date le ridotte occasioni di gioco) non bastava. Gli altri sport che mi piacciono sono il rugby (nulla da fare a Savona), il calcio (ma solo in tv, e non sempre) e l'atletica: quindi giusto a maggio 2005 ho iniziato a correre, da solo. Prima venti minuti, poi trenta, poi un'ora, poi anche due ore. Prima in piano, poi sempre più salita. Dopo sette mesi, ho fatto (il primo gennaio) senza problemi un lungo di 21 chilometri, con 600 metri di dislivello ed ho deciso... che era il momento di trovare compagnia podistica. Nell'Atletica Varazze ho trovato nuovi amici, incoraggiamenti e tanti buoni consigli. In questi mesi ho corso 4-5 garette, due staffette x 1 ora su pista (mio personale: km 13,264), un miglio su pista (6.05) e due mezze (1:36.41 a Milano). Il prossimo - ovvio - obbiettivo è per una maratona con tempo decoroso, in autunno. Mi alleno con l'Atletica Varazze due volte alla settimana (corsa lenta di gruppo e ripetute), da solo almeno un'altra volta. Poi, se capita c'è la garetta del fine settimana. Non corro per vincere (tra l'altro non ho né l'età, né il fisico: 1,90 per attuali 79 chili, e respirazione non ideale), ma per il piacere e la soddisfazione che mi dà il correre (forse è per questo che le garette mi piacciono poco). Dopo il via altri parlano e cercano compagnia, io mi concentro sulle sensazioni che il mio fisico mi fornisce (forse sbaglio). Credo di correre "di forza". In famiglia il mio podismo è tollerato, ma certo non popolare (e, credo, non capito). Amo leggere (giornali, politica, diritto, sport, gialli...) e scrivere (anche se questa piatta presentazione certo non lo lascia pensare), viaggiare (poco negli ultimi anni: famiglia numerosa e monoreddito), l'Inghilterra, la musica (Springsteen, Dylan), lo sport, la natura (i boschi, le Langhe), stare in famiglia e con gli amici, conoscere ed ascoltare sempre nuove persone. Cercando con Google, ho scoperto Drs. Per ora sono interessato e curioso. Gli altri dead runners mi sembrano tutti tanto, troppo forti, spero non lontani dal mio modo di sentire il nostro meraviglioso sport. Time will tell!