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Bio di Paolo Turchi

Eccomi qua. La foto mi ritrae nei primi chilometri della mia prima maratona (Firenze 2004). Mi chiamo Paolo Turchi sono nato a Livorno il 17 aprile 1959 e faccio il medico (andrologo) da vent'anni. Correre invece lo faccio da poco più di un anno. In passato ho praticato basket (fino alla serie C), tennis, e varie altre cose. Ma la corsa è la corsa. È cominciata per scherzo. Dissi a un amico: "Prima dei cinquanta anni vorrei correre la maratona di New York". Ho iniziato a correre quindi per coerenza con un proposito e un desiderio, più che per passione. Quella è venuta dopo, con le prime corse non competitive della domenica, con la sensazione di libertà che mi dà il correre al mattino presto per le strade delle grandi città quando sono in giro per il mondo per congressi. Corro sulle mura di Lucca, città dove vivo da venticinque anni (chi le conosce sa di cosa parlo) e lungo il fiume. Da casa mia in due chilometri si arriva sulle mura, che sono lunghe poco più di quattro chilometri ed hanno il percorso misurato e segnato. Ideale per le ripetute. L'allenamento medio è da casa alle mura, due giri delle mura e ritorno a casa. Corro con mia moglie Silvia, quando posso. Lei è più seria e integralista, anche nella corsa come in tutto il resto, non salta un allenamento e corre 15 minuti più veloce di me nei 42.195 chilometri (io ho anche un lavoro da svolgere, lei fa l'impiegata). Come dice un mio collega di Prato, ma lui va in bicicletta, "L'ambulatorio? Tutto tempo sottratto alla corsa!". Ho anche due figli che non solo odiano la corsa ma pensano anche di avere due genitori un po' strani. Mi alleno con le Saucony e corro le gare con le Diadora Mythos gialle o con le Nike Zoom Air. Fino ad oggi ho corso, dopo Firenze (4:07), Padova (3:59), Pisa (4:27) e Venezia (4:11) e la passione è cresciuta nel tempo. New York rimane l'obiettivo.