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Bio di Maurizio Acerbi

Ciao a tutti i masochisti che si sono presi la briga di venire a leggere questa bio. Il mio rapporto con la corsa è simile a quello tormentato di una relazione di coppia: ci si prende, ci si lascia, ci si riprende promettendosi eterna fedeltà e via di questo passo. Con una simile incostanza, e senza avere le doti natuarali di un Di Napoli, i miei personali ottenuti possono, forse, incutere timore in un "Trofeo di Topolino": 19.58 sui 5000, 45.30 sui 10.000, ottenuti nel lontano 1998, al culmine cioè di una preparazione di ben quattro mesi. Ora, dopo due anni di pausa, e alla soglia dei trentanove anni ho deciso di mettere la testa a posto e di fare le cose serie; mi sono affidato alle cure del mitico Luca Speciani con l'intento di centrare, nel 2004, due obiettivi: correre la prima mezza (Stramilano amatori) entro 1:45 e correre la prima maratona ("MilanoCityMarathon") magari entro le quattro ore. Vedremo. La mia professione (giornalista) mi costringe ad allenamenti in orari spesso disumani ed in solitario nel fresco parco della Snam di San Donato Milanese, mia città di residenza. Sposato dal 2000 con Viviana che sto cercando, invano, di convincere a muovere i primi passi ritmati, ho un bambino di due anni e mezzo (Gianmarco) ed un altro in arrivo a dicembre (Federico). Oltre alla corsa, amo il basket (mi occupo anche di questo sul Giornale), cinema (se volete consigli sui film usciti non avete che da chiedere perché io me li sono sorbiti praticamente tutti) ed i libri. Tralascio il tifo per l'Inter perché quella non è passione ma una sorta di masochismo inferto, una sofferenza continua che, comunque, aiuta la mente nella corsa; altro che Zen, caro Luca. Da qualche giorno mi è stato affibbiato il soprannome di "World Man" dal simpatico Nick San per via di una e-mail malandrina che ho fatto incautamente girare il 29 agosto. Ho scoperto il sito curiosando su Internet e devo dire che, tra i tanti, mi ha colpito per la bella amicizia che si è sviluppata tra tutti i partecipanti della lista. Ormai, nomi che per me non hanno ancora un volto, sono diventati familiari al punto che non passa giorno senza che io scorra, con ingordigia, i messaggi inviati per scoprire le evoluzioni e le imprese (guardate con un pizzico di invidia perché in questa lista vanno tutti come delle lippe) dei vari Lupo, Mau delle Vette, Pat, Nick, e via dicendo. Se lo scopo del sito era questo, per me è largamente raggiunto.