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Bio di Giancarlo Casentini

Mi chiamo Giancarlo Casentini, sono nato a Velletri (Roma) nel 1961 ed ho quindi 42 anni, vivo a Cisterna di Latina dal 1989, quando mi sono sposato con Graziella e dal dicembre 1991 abbiamo la splendida Maria Sole. Sono sempre stato uno sportivo, ho giocato per dieci anni a pallavolo arrivando, dopo la trafila dei campionati giovanili, in B2 (panchina... tanta) e dopo ho fatto un po' tutti gli sport seguendo l'evoluzione del tempo disponibile, che lavoro (direttore di filiale di una banca) e famiglia progressivamente assorbivano, partendo dal calcio (22 amici e conoscenti si trovano), calcetto (aumentano gli impegni e se ne trovano solo dieci), tennis (un amico disponibile tra i tanti c'è sempre con i tuoi orari), mountain bike (però ogni uscita ci vogliono tre/quattro ore) fino all'approdo con la corsa (che rubava al massimo un'oretta), dapprima per il semplice cercare di rimanere in forma, poi pian piano è cresciuto il desiderio di emulare amici che avevano voluto provare "almeno una volta nella vita..." a correre una maratona. Detto fatto, dopo aver preso parte fino a quel momento solo all'annuale non competitiva della mia città ("Giro delle Vigne" di Velletri), dall'inizio di gennaio 1999 inizio il programma delle "classiche dodici settimane di Pizzolato" fornitomi in copia da un'amico e mi tessero con la società di atletica di Velletri (attuale nome dopo la migrazione della sezione amatori è Atletica Amatori Velletri) per prendere parte alla maratona di Roma del marzo successivo. Non avevo molto chiare le idee tra lunghi, medi, corsa lenta, progressivi, ritmi eccetera e quindi stavo praticamente sempre intorno ai 5' ma tenevo fede agli impegni previsti nel programma. A febbraio prima gara vera della mia vita, la mezza maratona a Tarquinia corsa in 1:42.50 ed il mio amico mi convince che si può stare sotto le quattro ore, magari 3:45 se va tutto per il meglio. A Roma l'esordio non vi dico con che emozione alla partenza, ma all'inizio di via del Corso è tutto dimenticato, mi metto a 5' e vado avanti, soffro da matti sull'Ostiense al ritorno, ma termino in lacrime in 3:34 con il mio amico ad attendermi per l'abbraccio. Come molti scoppia l'amore, dopo una piccolissima pausa di recupero riprendo gli allenamenti "tanto ormai per quest'anno sono tesserato..." e comincio con gare anche più corte ma con l'obiettivo di ripetere l'esperienza in autunno a Venezia cercando di scendere sotto le 3:30. Classica sofferenza a rallentarmi molto sul ponte della Libertà, acqua alta a Venezia con ultimi chilometri corsi con le caviglie a mollo, ma un 3:25 da impazzire, ormai è infezione conclamata! A Firenze un mese dopo i miei compagni di squadra mi danno tutti per pazzo, chiudo anche lì in 3:31. Negli anni successivi è un continuo miglioramento con susseguirsi di gare di tutti i tipi, brevi (PB 10km su strada 38.49), mezze maratone (PB Firenze 2001 1:24.11), gare trail e in salita, gare a tappe e maratone (ne ho corse 18 compresa l'ultima fantastica "Ecomaratona del Ventasso") con il sogno realizzato di correre sotto le tre ore raggiunto a Padova 2003 in 2:59.03 (real time) e il proposito ora di dedicarmi alla quantità piuttosto che a migliorare ancora il tempo ed alle gare forti, tipo ecomaratone, montagna e ultra, nelle quali ho esordito quest'anno alla "Pistoia/Abetone", chiusa 81° in 5:00.25. Ho conosciuto Drs Italia durante la maratona di Milano 2002 in due episodi: il primo mentre andavo alla partenza ed ho letto sulla busta rosa antifreddo indossata da un ragazzo "Io sono un Drs" e gli ho chiesto cosa significasse e lì per lì l'ho visto anche un po' perplesso nei miei confronti e poi quando intorno al trentacinquesimo, un po' scoraggiato per aver perso il gruppo con i pacers delle tre ore, ho letto sull'asfalto la scritta (che ho poi saputo avere una storia) "Non è previsto il ritiro, non si fanno prigionieri. DRS" che mi ha fatto avere un sussulto di orgoglio e forze che mi hanno fatto chiudere in 3:03. Di informatica non sono proprio un esperto, quel poco che so cresce giorno dopo giorno in maniera autonoma, anche se curo la gran parte dei contenuti del sito Internet della mia società, scrivo i resoconti delle nostre gare per i giornali locali e per qualche sito Internet di podismo.