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Bio di Giuseppe Schiavone

Ciao Deads, sebbene iscritto in lista da poco più di un anno, per dei futili motivi, mi appresto solamente ora a fornirvi una mia breve presentazione. Mi chiamo Giuseppe Schiavone. Ho 55 anni e sono di origine foggiana, ma vivo da sedici anni a Salerno, dove insegno chimica alle scuole medie superiori. Sono, infatti, un laureato in ingegneria chimica con un precedente periodo di lavoro da libero professionista. Sono sposato con Regina e abbiamo due figli: Maria di 25 anni (dipendente dell'Accenture) e Fausto di 22 anni (studente universitario). Corro dall'aprile del 1998 ed ho subito un lungo stop obbligato di circa 8 mesi nel 2000 per una malattia. Le mie gare si limitano alla partecipazione a tre maratone (Latina 2001, Roma 2002 terminate con tempi di circa 4:12, e Pisa 2002 ritirato) ed ad una mezzamaratona (Salerno 2002 in 1:52). Per i più curiosi sul mio aspetto fisico, sono alto 1 metro e 78 centimetri, peso 79-80 chilogrammi con grosse gambe da lottatore greco-romano e i capelli, veramente mai posseduti tanti, sono ancora presenti in alcune zone. Ho conosciuto la Drs Italia attraverso i link suggeriti dalla rivista "Correre", che leggo dal settembre 1998 ad oggi. Attualmente sono iscritto all'As Atletica Vis Nova di Salerno e svolgo 4 allenamenti regolari a settimana. Sto preparando la maratona di Latina del prossimo 8 dicembre. Per chi avesse ancora tempo da perdere, allego la mia storia particolareggiata intitolata "Una vita come tante". Un saluto a tutti.


UNA VITA COME TANTE

Sono nato il 13 febbraio 1948 ad Accadia (Foggia), un paesino di collina nel subappennino dauno, e sino all'età di circa 15 anni ho vissuto lì frequentando la scuola media locale. La mia esperienza sportiva di allora era limitata a qualche partecipazione sporadica a partitelle di calcio nel ruolo di terzino o di portiere, vista la mia grossa stazza fisica. Ero comunque una frana, tanto da essere scelto quasi sempre come ultimo del gruppo per la formazione di una squadra. Affiancavo un'attività pesistica con un bilanciere e dei manubri di fortuna costruiti artigianalmente con del calcestruzzo e delle forme circolari di cartone. Ma anche qui ero limitato nella crescita sportiva da un intervento chirurgico alla cassa toracica subito all'età di circa 5 anni per l'asportazione di una cisti echinococco al lato polmone destro. Le scuole superiori poi le ho frequentate a Salerno, dove ho conseguito il diploma di perito capotecnico chimico. Nell'ultimo anno del corso normale di studi conobbi una ragazza che sarebbe diventata la mia consorte. Ancora gli studi continuarono all'Università degli studi di Napoli, laureandomi in ingegneria chimica. In tutto questo periodo fino all'età di circa 27 anni il mio excursus sportivo è stato di valore quasi nullo, tranne qualche pesino in alzata ogni tanto. La mia vita ebbe una svolta nel 1976 col matrimonio. La residenza fu stabilita a Foggia per ragioni di comodo e, restando sempre in attesa di una eventuale assunzione all'Anic di Manfredonia (Foggia), mi dedicavo all'insegnamento in una scuola superiore. Nel frattempo per mettere a frutto la mia preparazione universitaria poliedrica incominciai ad occuparmi di progettazione edilizia, poiché il mio paese di nascita era sito in una zona sismica e le occasioni per farmi valere non mancavano. L'Anic in quel periodo assunse altri cinque ingegneri ed io rimasi al palo. Perciò il mio interesse si intensificò sui due fronti più concreti di lavoro, quelli dell'insegnamento e della professione libera. Col tempo la famiglia aumentava con due splendidi figli, Maria e Fausto, e c'era sempre un gran bel da fare in casa. Fumatore da sempre ero diventato una ciminiera di 30 sigarette al giorno. Verso il 1983 iniziai, finalmente, una mia prima esperienza podistica per combattere il mio sovrappeso (95 chili). Essa durò un paio di anni con la esecuzione solamente di un lento di adattamento e forse non arrivai mai ad un'ora di autonomia. Con la corsa smisi di fumare e le condizioni generali migliorarono di molto. Quando venivo a Salerno in vacanza correvo sul lungomare per non perdere il vantaggio degli allenamenti. Poi di colpo andai in saturazione e il desiderio di correre mi svanì. Non sopportavo l'idea di dover continuare sempre a correre per conservare la pseudoforma che avevo acquistato. Trasferito con l'intera famiglia a Salerno nel 1986 il mio indirizzo professionale si arricchì specializzandomi nella sicurezza antincendio ed ambientale in genere. Ma nel 1992 decisi la cessazione dell'attività professionale, causata dai famosi redditi presunti, da capestri fiscali e da redditi professionali modesti. Da allora ho continuato ad insegnare solamente. Il peso era arrivato alla soglia dei 105 chili ed alcuni disturbi si affacciavano alla finestra (colesterolo e trigliceridi alti e cuore affaticato). Nel settembre 1997 in aggiunta mi procurai un infortunio al ginocchio destro nel piegarmi di continuo per tinteggiare la stanza di mio figlio. Per rimetterlo decentemente in funzione ci vollero ben 6 mesi, tra fisioterapia e terapia farmacologia. Malgrado tutto non mi riusciva di piegarlo completamente. Così mi venne in mente di riprendere a correre. Conoscevo pochi esercizi di stretching dal mio bagaglio podistico precedente e lo stiramento del quadricipite non potevo eseguirlo del tutto. Con pazienza prima e dopo la corsa (alternando tratti di corsa al cammino) eseguivo lo stretching del ginocchio sempre e solamente fino al possibile. Col tempo le cose migliorarono notevolmente e il ginocchio guarì. L'autonomia arrivò fino ad un'ora di corsa continua e così incominciai con della CM, del FK e quindi con delle RM. I lavori più specifici richiedevano una visita medica accurata e, quindi, mi feci rilasciare il certificato agonistico a dicembre del 1999, sognando qualche gara. Una novità, però, era dietro l'angolo. Infatti, a gennaio del 2000 fui punto da un insetto all'altezza del quadricipite sinistro lato interno. Dopo alcune sommarie cure con pomate al cortisone, prescritte prima dal medico di base e poi da un dermatologo, la situazione invece di migliorare peggiorava con l'aumento della zona infiammata. Non ricevendo proibizioni io continuavo con l'allenamento podistico, forse peggiorando la situazione. Per farla breve un chirurgo vascolare mi diagnosticò una flebite alla gamba sinistra con interessamento della grande safena (altro che puntura d'insetto!). Con le cure del caso e la falsa convinzione che il tutto si potesse risolvere in pochi mesi ripresi a correre con cautela solo nel settembre del 2000. Naturalmente la fretta di riprendere presto a buoni livelli mi procurò dei brevi stop, dovuti al sovraccarico, e solamente nel marzo del 2001 ho potuto beneficiare di un allenamento continuo e regolare. Finalmente il 9 dicembre 2001 ho corso la mia prima gara in assoluto con la maratona di Latina, portata a termine in 4:12, e il 24 marzo del 2002 ho corso anche la maratona di Roma in 4:11. Il 25 aprile a Pisa invece mi sono ritirato al trentesimo chilometro. Il resto è storia dei giorni nostri con la mezzamaratona di Salerno in 1:52.13.