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Bio di Corrado Busto

Nome e cognome: Corrado Busto. Data di nascita: 1965. Bah, se mi ha portato la cicogna... deve avermi consegnato il paese prima. Se sono nato sotto un cavolo... quanto cavolo era distante dalla mia culla?! Sta di fatto che con un nome così (Corrado, ma per tutti gli amici "Corri"), cos'altro potevo fare? Sono uno di quegli elementi (a rischio) che, venuti a contatto con il virus della corsa, non sono più guariti. I sintomi sono noti: mutazione degli arti inferiori con la comparsa di strane calzature ammortizzate; crescita al polso (solitamente sinistro) di singolari oggettini pieni di numeri, emettenti simpatici segnali acustici; ipermotricità; scarsa attenzione alle avverse condizioni climatiche; tendenza all'aggregazione (molto spesso domenicale) in curiose processioni; predisposizione alla bugia del genere: "Parto a 3.40" (e poi via a 3.20). Insomma, mi piace correre. Non tanto per il risultato, è proprio il gesto a darmi soddisfazione. E come per ogni bravo (o svitato) corridore arriva il momento della grande sfida. Già perché sono due le domande che ti fanno: 1. "Hai fatto la maratona?"; 2. "Ah, l'hai fatta. Ma hai fatto quella di New York?". Se sbagli le risposte, ti sei giocato la reputazione. Beh, vi dirò che la maratona mi ha affascinato per un motivo: la sfida terribile e meravigliosa con te stesso. Sei lì, davanti al rettangolo dove ti giochi il tuo sogno. Base: 10 metri circa. Altezza: invariabilmente 42195 metri. L'area calcolatela voi. Lì, insieme ad altri diecimila ti senti solo. Il tuo avversario è dentro di te. Sarà una faticata, lo sai. Lo sai dalle migliaia di chilometri che ti hanno portato su quella linea di partenza. Ma ventimila falcate dopo, senti che ne è valsa la pena. No, non credo che sia una ragione di vita, almeno per me. Ma sono convinto che tutto questo mi dia una calma interiore, capace di ordinare le ragioni di una vita che ci scorre davanti troppo in fretta. Non mi considero certo un campione, avendo appena "accarezzato" le due ore e quaranta. Ma sono felice ed orgoglioso di avere amici un po' ovunque, anche grazie alla corsa. Uno dei quali fa di nome "Il Nik" (Nicola Bovio, Drs anche lui), e un giorno si presentò con i capelli tinti di un rosso meraviglioso...