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Bio di Franco Paternollo

Ho 41 anni, tre figli (Giulia, Guido, Eugenio), un cane e un gatto, per tacer di qualche scalcagnato pesce tropicale in un miniacquario. Questo caravanserraglio sta in un appartamento milanese, e resiste splendidamente grazie alla dedizione e capacità organizzativa, nonché onnipresenza, di mia moglie Laura. Lavoro in una società finanziaria: gestisco i portafogli di alcuni investitori istituzionali. Visto che il resto della famiglia è sullo sportivo (Guido e Eugenio: nuoto, Laura e Giulia: equitazione) sono stato pressoché costretto a darmi da fare anch'io. Dopo un paio d'anni dedicati alla bicicletta (rigorosamente estiva, ma con qualche gran fondo alle spalle) e al nuoto (4/5 chilometri alla settimana in piscina) ho iniziato a correre. La prima uscita, se così la posso definire, risale a marzo 2001. Due ricordi: disorganizzazione (che distanza avrò percorso? A che velocità sarò andato?) e un abbigliamento che non avrebbe sfigurato nel film "La Tenda rossa". Ho continuato con tale spirito assolutamente dilettantesco fino alla mia prima "Stramilano", conclusa in un'ora e diciotto minuti. La "Stramilano" è stato il mio rito di passaggio e da lì è iniziata la vera voglia di correre. Grazie alla compagnia di un amico ho iniziato a scoprire un mondo fatto di ripetute, allunghi, progressioni, lunghi lenti, carboidrati, metabolismo dei grassi eccetera eccetera. E da una ricerca su Internet sono cascato in Drs. Ho iniziato a fare le prime garette in settembre 2001 culminate con un 1:31 nella mezza maratona di Gravellona. Ho corso la prima maratona a Locarno l'11 novembre e ho finito con una sensazione di eroismo in 3:28. Tre settimane dopo, a Milano, mi sono migliorato di un paio di minuti chiudendo in 3:26. Ora spero di razionalizzare meglio gli allenamenti (4) settimanali, per poter puntare ad migliorare un po' questi tempi, anche se la soddisfazione soprattutto sta nel puro correre. Se dovessi immaginare un "pieno" delle mie passioni mi vedrei correre dopo una lunga nuotata per poter arrivare a sedermi con un libro in mano ascoltando musica di fronte al computer. Solitamente, per fortuna, queste cose le faccio una, o al massimo due, alla volta (nuotare e leggere contemporaneamente: mai).