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Bio di Gabriele Peresson

Sono nato a Vito d'Asio (Pordenone) il 28 ottobre 1961, da pochi ma onesti genitori che mi hanno subito portato in pianura per paura che diventassi un "furlanat cence diu e cence madone", purtroppo senza successo. Liceo classico, università a Udine (facoltà di Scienze Mmffnn, corso di laurea in Informatica) interrotta al terzo anno perché convinto che una laurea in informatica non servisse a nulla... (sic!). Ho lavorato sempre nel settore IT, prima da dipendente, poi, dal 1994, in proprio fondando una piccola azienda che si occupa soprattutto di software gestionale. Sposato dal 1985 con Orianna, donna eccezionale che da allora sopporta il mio caratteraccio di scorpione, dal 1986 sono anche papà di Giulia. Il mio rapporto con lo sport in generale è sempre stato tormentato: ho cominciato con il calcio in oratorio, poi basket (ma la mia altezza che non aumentava mi ha consigliato di cercare altro), tennis, ma sempre senza ambizioni e solo per tenermi in forma. La corsa è stata un incontro casuale, e, come tutti gli incontri casuali, è stato uno dei più belli... Una tapasciata domenicale tira l'altra, e mi sono trovato a programmare le mie domeniche in funzione delle corse. Ho conosciuto la lista grazie ad un amico e "vecchio" compagno di studi (a proposito, ho studiacchiato flauto traverso e attualmente mi sto dedicando allo studio della musica tradizionale irlandese e celtica in generale), sto parlando del grande Andrea Busato, in arte "Zio Busy", che, incontrato anche lui casualmente, mi ha convinto ad iscrivermi alla Dead Runner Society e mi ha insegnato tutto della corsa. Così mi sono trovato a programmare la mia prima maratona e ho esordito il giorno del mio quarantesimo compleanno a Venezia, con un tempo pessimo ma arrivando comunque in fondo e ricavandone un'altra delle tante lezioni che penso la corsa mi darè, e con una grande voglia di riprovarci e di migliorare. La foto che correda queste note è stata scattata proprio a Venezia dal "fotografo Drs ufficiale Paolo De Zordo", che ringrazio. Le corse che amo di più restano comunque le non competitive, e in particolare quelle in montagna o i collinari, che dalle nostre parti non mancano mai. Amo abbinare le corse domenicali, soprattutto d'estate, al "turismo culinario", e considero pienamente riuscita una domenica in cui, dopo aver corso venti chilometri e ritrovato famiglia e amici all'arrivo, ci si siede al tavolo di una trattoria per assaggiare le specialità locali innaffiandole con una buona bottiglia. Dati fisici: altezza 167 centimetri, peso 67 chilogrammi (sto tentando inutilmente da un anno di scendere a 60). Mi alleno almeno tre volte alla settimana cercando di dedicare il poco tempo libero alla corsa per un motivo molto semplice: quando corro sto bene!