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Bio di Marco Pesce

Mi chiamo Marco Pesce e sono nato a Genova il giorno di Natale dell'anno 1964. Di professione sono tecnico perfusionista in sala operatoria di cardiochirurgia presso l'ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Qualche anno fa andai, insieme ad altri amici, in Belgio a trovare un amico che si era trasferito lì per lavoro e nel cercare un pretesto per rivedersi qualcuno propose di partecipare alla prossima edizione della "20km di Bruxelles". Fatto sta che io presi la cosa seriamente e iniziai a correre per prepare quella che allora mi appariva come un'immane distanza. Risultato qualche mese dopo mi trovai sulla linea di partenza assieme all'amico "belga" (gli altri si erano defilati) e ad altre diecimila persone. Fu un'esperienza che mi conquistò e da allora la corsa diventò una compagna della mia vita. Alternando momenti di carico a momenti di riposo dettati sopratutto da impegni familiari, ho corso diverse gare liguri e qualche mezza maratona, ultima delle quali Firenze, corsa in meno di 1:40. Poi ho deciso il grande salto e cioè la preparazione della mia prima maratona che corsi a Venezia a ottobre 2000. Fu un'esperienza indimenticabile e che solo chi ha corso una maratona può capire e il riscontro cronometrico fu tutto sommato incoraggiante (3:44). Mi alleno tre volte alla settimana alternando a sedute veloci o di ripetute, a corse lunghe che mentalmente patisco ancora un po'. Dal 1997 sono sposato con Sandra che non sono ancora riuscito a coinvolgere nella mia passione, ma che è comunque la mia prima tifosa e che tollera amorevolmente il tempo "rubato" alla famiglia che dedico alla mia passione. Il 6 luglio 1999 è nato il mio secondo tifoso, uno stupendo bimbo rosso di nome Rodolfo che da buon tifoso mi segue ovunque (potrebbe essere altrimenti??). Corsa a parte mi piace la natura, le passeggiate in montagna (adoro gli allenamenti campestri), la buona cucina, il buon vino, i buoni libri (per esempio Montalban), la buona musica, i viaggi. Ho due sogni nel cassetto, non so quale dei due più difficile da realizzare: andare a vivere in campagna e correre una maratona in meno di tre ore. La corsa mi ha dato e mi continua a dare e insegnare moltissimo, credo sia una buona medicina ai mali della nostra epoca.