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Bio di Roberta Elia

Ciao a tutti! Mi chiamo Elia Roberta, sono nata nel 1967 e vivo in un piccolo paese umbro, Attigliano, in provincia di Terni. Pratico sport da sempre e sempre attività aerobiche, ultima in ordine cronologico, immediatamente precedente alla corsa, step. Non ho mai abbandonato completamente la mia mountain bike da cui sono scesa nel febbraio-marzo 2000 per cimentarmi nella corsa. Avevo bisogno di soffrire ed ormai gli Altri sport erano diventati routine. Ho iniziato a correre in salita ed ho sofferto... a sufficienza!!! Ma in quel momento non sapevo che non mi sarebbe bastato! In palestra, ad Orvieto, sentivo che parlavano di una gara imminente: la "Roma/Ostia". Non sapevo cosa fosse, non sapevo di quanti chilometri fosse un maratonina, non sapevo neanche come ci si doveva vestire! Eppure mi sono sentita dire: "Vengo anch'io, venti chilometri li ho già corsi". Bugiarda! Il giorno dopo, presa dal panico, ne corsi diciotto ed impiegai 2:10. Il mio panico aumentò! Era indispensabile un'idoneità sportiva per attività agonistica che io non avevo. Fu la mia prima visita medica seria. Che emozione! Il dottore mi spiegò come avrei dovuto fare la spirometria e, causa la novità del test, si meravigliò quando risultò la seconda sensibilmente migliore della prima. È perché non avevo capito cosa sarebbe successo "soffiando" in quel tubo... quindi ho preferito non rischiare troppo! L'elettrocardiogramma sotto sforzo risultò "bellissimo" e, col mio certificato in mano, uscii senza la consapevolezza di ciò che effettivamente sarei andata a compiere! "Roma/Ostia", 5600 partecipanti, al dodicesimo chilometro mi resi conto che mi stavano superando tantissime persone. Probabilmente (come al solito) ero partita ad una velocità al di sopra delle mie capacità e poi avevo rallentato molto. La tentazione di girarmi a guardare dietro di me era tanta, non lo feci per paura di scoprire di essere ultima. Vi rendete conto?? Per arrivare ultima su 5600 persone bisogna impegnarsi!!! Tempo finale 1:54.07. Ma dovevo soffrire di più! Quel cento era una sfida con me stessa. Ed il "Passatore", portato in fondo passo dopo passo, è stato l'inizio dell'avventura più emozionante della mia vita. Quel traguardo l'ho tagliato pensando a chi, di fronte ai miei primi sette chilometri di corsa, aveva detto: "Ma ci credi davvero?!". Oggi corro con l'Atletica Terramia di Ferrara e quando, in occasione della mia prima maratona (quella di Venezia) Pizzolato mi ha detto: "Se hai concluso il Passatore, ce la farai!" ho toccato il cielo con un dito... e ce l'ho fatta!