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Bio di Paolo De Zordo

Cognome e nome: De Zordo Paolo. Città di appartenenza: Milano. Regione di appartenenza: Lombardia. Data di nascita: 10 maggio 1950 (all'epoca non lo festeggiavo, per cui non me ne sono accorto, ma il mio compleanno-maratona è passato da più di 8 anni!). Professione: dipendente di azienda statunitense di computer. Lavoro nella divisione Servizi, con il compito di disegnare soluzioni di presa in carico (outsourcing) e gestione delle reti e dei sistemi informatici di grandi clienti (poveretti!). Livello di conoscenza Pc e Internet: ottimo (da utente). Come hai conosciuto Drs Italy? Da un link di un link di un link trovato nel sito della "Stramilano". Nome della propria società: Road Runners Club Milano. Hai partecipato a maratone? si. A quante? 3,67. Segue la giustificazione del calcolo aggiornato alla fine del secondo millennio: Torino 2000 vale 1; due mezze, Stramilano e Bergamo: 1/2 + 1/2 = 1; Carpi, ritirato al trentunesimo, vale 3/4; Milano vale 1 (anche se era l'edizione 0). In tutte sono riuscito a piazzarmi fra gli ultimi (Torino in 4.50, le due mezze in due ore e rotti, Milano in 4:58, perché ho seguito la linea rosa che era lunga 44 Km :-). È vero che al passare del tempo gli anni aumentano per quasi tutti (anche per me?), ma il mio proponimento per il nuovo millennio (basterà?) è di migliorare e di arrivare a correre una maratona sotto le 4:30. Giorni/ore di allenamento settimanali: 4 giorni / 4 ore. Da quando mi è stato segnalato, l'Idropark Fila (ex Idroscalo), con il percorso di 6 chilometri segnato ogni 200 metri, è la mia pista di allenamento preferita per il lungo del fine settimana. Ogni tanto torno al più vicino parco di Trenno, molto più affollato. Gli allenamenti infrasettimanali mattutini (dalle 6 alle 7) li faccio di preferenza perlustrando il centro di Milano, che, se non fosse per i mucchi di spazzatura sui marciapiedi e i camion della nettezza urbana (ma guai se non passassero), a quell'ora e con poche macchine sembrerebbe quasi una bella città. D'inverno quando la temperatura scende sotto la soglia dei 5 gradi approfitto della cantina di casa attrezzata con un treadmill (tappeto), un televisore e un ventilatore. Le mie statistiche dicono che negli ultimi 12 mesi ho corso 1887,5 chilometri in 192 ore a una media quindi di 6.06 minuti/Km e di 5,13 Km/giorno. Molto meno di Gianni Morandi... Da quanto corri con costanza? Ho cominciato a luglio '98 con le tabelle progressive, da 5 a 20 minuti in tot settimane. Mi sono fermato (stupidamente, ma l'ho scoperto dopo) in inverno per un colpo della strega e ho ripreso a marzo '99 arrivando dai 15 minuti all'ora verso la fine dell'estate. La barriera delle due ore l'ho superata a fine gennaio 2000. Racconta la tua prima corsa: Mi sono iscritto alla "Maratona di Torino" consapevole del fatto che non sarei stato pronto a correrla tutta (il mio massimo erano stati trenta chilometri e neanche tutti di corsa). Un collega ha insistito e io ho deciso che valeva comunque la pena di provare. Il mio obiettivo era di arrivare in piedi e così è stato. Fino al trentunesimo chilometro (eravamo nel famigeratamente lunghissimo corso Francia) sono riuscito a mantenere il ritmo che mi ero imposto di circa 6.20 al chilometro (vado forte, eh?), poi il ricordo è di un faticoso attraversamento del centro di Torino e del Valentino, alternando la corsa al cammino. Quando mi sono fermato per la prima volta, sono stato superato da un signore anche lui in pantaloncini corti che mi ha apostrofato: "Eh no! Eri il mio riferimento!". Fare la lepre alla prima maratona non è da tutti! Un altro ricordo: credevo che non sarei riuscito a scendere e poi a risalire le scale che portavano agli spogliatoi, invece ce l'ho fatta e quella è stata una delle docce più belle della mia vita. Il ritorno in macchina a Milano, con mia moglie alla guida, me lo ricorderò sempre come il viaggio della scoperta dell'esistenza degli adduttori. Il tentativo di accavallare le gambe me ne ha dato dolorosissima coscienza. A parte questa sorpresa, l'esperienza è stata molto positiva. La prima maratona non si scorda mai. Il dolore e la fatica quasi subito. Non ne ho esperienza diretta (indiretta sì e per ben tre volte) e sicuramente sto esagerando: nessuno ha mai accostato l'esperienza della maratona a quella del parto?