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Bio di Giuseppe Falletta

C'è chi lo fa per la forma fisica, chi ci tiene ad arrivar davanti, chi nella giornata pregusta lo sprint finale, chi nelle progressioni è inesauribile, chi conosce a memoria tutti gli intertempi con le relative derivate a dieci metri, chi cerca di vincere ogni volta... e poi ci son io (che vinco sempre... heheheheh). Uno di quelli che alle braghette preferiscono le tavolate, alle ripetute le riscaldate (minestre e lasagne), al cronometro della pista... il ticchettìo della posata sul desco. Mi presento, son Jose, ruzzolai per la passeggiata di Loano (Savona) circa dieci anni fa, oppresso da una bilancia che piangeva dei miei ottantatre chili ed uno specchio che rideva del fatto che anche se non era deformante pareva lo fosse! Così a trentatre anni mi trovavo in passeggiata a camminar velocemente (si può dire) per circa un'ora. Che fffatica, sei maledettissimi e lunghissimi chilometri, estenuanti ma... tutto sommato utili. Finalmente poter mangiare... tanto poi "so come smaltire". Finalmente poter dire: "Allunghiamo sin là tanto ormai questa corsa per me sempre un divertimento resterà". Ho buttato tante paia di scarpette ma la voglia mai non smette: l'importante è arrivare e soprattutto... per poter mangiare! Se poi il dato lo vuoi serio, non sono un velocista ma un mastino, ora il peso è settantadue chili ed il mio tempo personale è 1:22 sulla mezza maratona e 3:00.20 sulla maratona. Se tutto fila come deve a Venezia o a Firenze fo 'na breccia nel muro delle tre ore.