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Bio di Antonio Biasiolo

Prima del 1991, non ero una persona sportiva, anzi amavo molto la macchina e tutto quello che c'era di comodo, infatti dopo aver smesso di fumare un pacchetto, pacchetto e mezzo di sigarette era arrivato a pesare 90 chilogrammi. Nell'estate del 1990, convinto di dover calare qualche chilo, pratico un po' di tennis e, quando il campo era bagnato per la pioggia, con qualche corsetta per fare il fiato. Ma con il passare del tempo mi accorgo che non è uno sport molto indipendente, di quelli che prendi e vai a qualsiasi ora, dato che ci vuole sempre un compagno per giocare, e così mi informo su dove poter correre qualche non competitiva. È il febbraio 1991, e, iscrittomi con la società podistica di Capodacqua di Assisi, comincio a correre per bene allungando sempre di più il chilometraggio delle varie gare e le sedute settimanali di allenamento. Nell'autunno del 1992 mi prende la febbre da maratona. A quindici giorni dalla maratona di Firenze un incidente stradale mi ferma per un paio di mesi, ma non demordo. Ricomincio a correre e dopo molti chilometri e gare, debutto nei 42,195 di Firenze nel dicembre 1994. Il 1995 è forse l'anno più "veloce" nel senso che ho conseguito numerosi bei risultati coronato dalla doppia maratona autunnale: prima Venezia, andata così così, poi nuovamente Firenze con il mio personal best di 2:50.17. Lo stesso anno provo l'esperienza di organizzatore, nella mia Nocera Umbra, aiutato dai familiari e da un paio di amici nasce la "Night Run Race", corsa podistica in notturna replicata nel 1996 e 1997 dopodiche il famoso terremoto ne ha impedito lo svolgimento. Affascinato dal mondo della maratona decido di volerne fare almeno una l'anno, e così che nel 1996 mi presento al via della prima edizione di Reggio Emilia. Nel 1997, passato nelle file dell'Atletica Tarsina di Gualdo Tadino è la volta di Vedelago (completamente sotto la pioggia) seguita dalla doppietta del 1998 con Roma e Latina. Il 1999, da una parte, mi regala la felicità di tornare sotto le tre ore a Roma, cosa non riuscita nelle ultime tre gare effettuate, e dall'altra la delusione del ritiro per un infortunio successo durante la maratona di Vedelago e che mi rovinerà tutto l'anno raggiungendo il culmine con l'operazione al tendine d'Achille. Malgrado tutto anche questa volta ho ricominciato, piano piano, come le altre volte, con molta pazienza perché non c'è bicicletta, nuoto o altro che possa sostituire il piacere di un'oretta di corsa.