Skip to: Site menu | Main content

Bio di Andrea Busato

Ciao a tutti! Mi chiamo Andrea Busato e abito a Pordenone, dove sono nato nel 1962. La passione per la corsa lunga ricordo di averla un po' sempre avuta, fin da bambino. Nelle gare scolastiche delle superiori mi sono sempre cimentato sulle distanze della "resistenza", anche se fuori da scuola praticavo altri sport. Alla corsa invece mi sono dedicato in maniera più esclusiva dagli anni dell'università, arrivando ad esordire in maratona nel 1987. Da allora al via delle quarantadue chilometri mi sono presentato ormai una trentina di volte, correndone fino ad oggi dodici sotto le tre ore e con un personale a Milano 2002 di 2:49.04 (con un tempo netto di un soffio sotto i 4 minuti/km di media). Venezia è certo la gara che, anche per vicinanza geografica, ho frequentato più spesso. Mi sono divertito anche nelle distanze inferiori, naturalmente. Come altri primati personali, sulla mezza ho un 1:15.56 che mi convince poco per regolarità del percorso, ma almeno l'1:17 di Udine 2002 è buono di sicuro. Ho un 34.51,3 sui 10.000 in pista, gara che ho corso di rado, e un 16.22,59 sui 5000 di cui vado molto fiero perché ho ottenuto da quarantenne, così come il 9.26,5 sui 3.000 e il 4.26,9 sui 1.500. Sono molto soddisfatto anche del mio personal best sull'ora in pista, con 16,542 chilometri (sotto i 3:38/km), del 2.50 sui 1000 metri in pista, di un 400 metri sotto i 58 secondi corso da ragazzo. Ma tra le mie esperienze podistiche ne ricordo con grande piacere molte in cui il cronometro era la cosa meno importante. L'ultima, aver recentemente accompagnato l'amico "Mike Cordino", non vedente, ai 31 chilometri della sua prima (e mia quinta) "Cortina-Dobbiaco"; ma anche le quattro volte da pacemaker (dal 2001 al 2004) alla "Venicemarathon" e le due (2002 e 2003) alla maratona di Padova, sempre per le 3:30, sono tra le esperienze indimenticabili (ne sono assolutamente grato a Julia Jones, che mi ha invitato a compierle). Così come la mia finora unica grande maratona all'estero, Berlino 2004, un'emozione così intensa da farmi tirar fuori riserve di energia che a metà gara non credevo più di avere, chiudendo con un crono niente male. Ultramaratona? Grazie ma non credo faccia per me, non ci penso nemmeno, quarantadue bastano e avanzano... Credo comunque che oltre ai ricordi legati alle gare, la corsa sia fatta di centinaia e centinaia di allenamenti (riposo mediamente una o due volte alla settimana), di migliaia di chilometri (oltre 4300 l'anno scorso) macinati da solo o in compagnia; per questo la corsa è stata per me in questi anni anche una grossa esperienza di condivisione della passione, della fatica, della sofferenza, delle soddisfazioni e delle delusioni, con decine di amici; con molti di loro l'amicizia è nata proprio correndo insieme, qualcun altro l'ho "contagiato" io, ma certo le amicizie della corsa sono tra le più importanti che ho. I nomi non li faccio, sono tanti e qualcuno lo dimenticherei di sicuro; comunque "loro" non hanno bisogno che ne faccia i nomi, lo sanno. Ma quando penso a come la gioia della corsa faccia parte da anni della mia visione della vita, lo penso anche grazie ai miei compagni. All'inizio della mia attività agonistica amatoriale ero tesserato con l'Atletica Pordenone, società poi scioltasi. Sono allora stato accolto per dieci anni da capitan Oddo nell'Atletica San Martino al Tagliamento, una squadra che non mi ha mai chiesto nulla e che mi ha dato davvero tanto: sono stati anni bellissimi, un grazie sincero a quei compagni sempre così simpatici e umani (e qualcuno anche piuttosto forte). Il riformarsi di una squadra amatoriale nella mia città mi ha fatto optare da due stagioni per l'Athletic Team di Pordenone, presieduta da Luciano Sgrazzutti che, oltre che astista in gioventù, fu mio insegnante di educazione fisica al liceo e mio collega di insegnamento nello stesso istituto negli anni passati. Cos'altro posso raccontarvi di me? Che dal 1995 sono sposato con Alessandra e che rispettivamente dal 1996 e dal 2001 ci fanno felicemente compagnia Nicola ed Elena. Chissà se almeno uno dei figli seguirà la mia passione podistica: mi piacerebbe, ma non insisterò troppo. Il lavoro? Mi sono laureato a Padova e da alcuni anni insegno storia e filosofia presso il Liceo Scientifico Michelangelo Grigoletti di Pordenone, lo stesso di cui ero stato allievo. Se volete, digitate www.liceogrigoletti.it e ci trovate. Altri hobbies oltre alla corsa? La mia grande passione è la musica, tutta la buona musica. Ho conseguito un diploma in flauto, strumento che però purtroppo suono sempre più di rado, ma soprattutto canto nel Coro polifonico Città di Pordenone: venite a sentirci, invitateci a cantare da voi... Abbiamo appena pubblicato il primo cd tutto nostro, con musica sacra di Nino Rota (inedita). Da tempo i segnali dell'età, alcuni infortuni ma anche una certa saturazione psicologica all'allenamento finalizzato alle competizioni, mi stanno facendo pensare che il mio impegno podistico sarà presto ridimensionato. Correre con gli amici e unire al piacere della corsa obiettivi di carattere culturale, turistico e ricreativo: credo sarà questa la strada che nel prossimo futuro seguirò. Parto da questa constatazione per salutare, in conclusione, la meravigliosa mailing list della Dead Runners Society, alla quale appartengo quasi ininterrottamente dal 1998, che mi ha fatto conoscere tanti amici veri in tutta Italia e mi ha dato il piacere di incontrarli, che mi ha fatto condividere problemi, mi ha fatto discutere modi di sentire la corsa come parte di quel valore più grande che è la vita. Amici estinti, siete stati e siete tanti, continuo a ringraziarvi tutti di cuore! Se volete scrivermi: ziobusy@tin.it. Ciao e buone co(r)se a tutti!